
La celebración del Corpus Christi en Granada fue constituida por los Reyes Católicos tras su conquista en el año 1492.

Canta, o mia lingua Un sì gran sacramento . Canta, o mia lingua, il mistero del corpo glorioso e del sangue prezioso che il Re delle nazioni, frutto benedetto di un grembo generoso, sparse per il riscatto del mondo. Si è dato a noi, nascendo per noi da una Vergine purissima, visse nel mondo spargendo il seme della sua parola e chiuse in modo mirabile il tempo della sua dimora quaggiù. Nella notte dell'ultima Cena, sedendo a mensa con i suoi fratelli, dopo aver osservato pienamente le prescrizioni della legge, si diede in cibo agli apostoli con le proprie mani.

La ricerca del nostro passato e delle nostre origini è sempre viva e costante dentro di noi. La memoria ci trascina dentro a dei labirinti di tombe e pitture fascinose a noi ignote. Vi porto a scoprire le origini lontane dei nostri antenati che hanno plasmato i nostri territori. Viaggiamo come dei viandanti nomadi in lungo e in largo sulle terre dell’antica Etruria. Attraversiamo valli, rupi scoscese, acque impetuose. I miei occhi scrutano l’orizzonte alla ricerca di siti archeologici e città sepolte. Davanti ai miei occhi c’è un’antica strada romana, la seguo ma non so dove mi porterà…Ai lati della strada vedo dei grandi blocchi di tufo, tombe a tumulo e altre scavate nella roccia. Sono tombe antichissime risalenti al VII secolo a.C. e al I secolo a.C. Mi ritrovo a Cerveteri e sto attraversando la Necropoli della Banditaccia. La mia memoria segue la voce degli antichi avi che mi portano a navigare su di una rudimentale zattera il fiume Fiora. Si stagliano davanti al mio sguardo le antiche città etrusche di Vulci, Chiusi, Populonia e Volterra. Ripercorrendo un’altra antica strada romana mi ritrovo alle porte del sito archeologico di Veio. Attraverso il tempio del Portonaccio e vado a visitare due tombe affascinanti e misteriose. Guardo estasiato la “Tomba dei Leoni Ruggenti”. Forme e colori arcaici che ci riportano ai primi due decenni del VII secolo a.C. Pitture che sono molto affini a quelle vascolari etrusche e greche del primo periodo orientalizzante. I leoni ruggenti simboleggiano la paura dell’oltretomba. La “Tomba delle Anatre” risalente al 680/670 a.C. rappresenta il passaggio dalla vita alla morte. Mentre cammino lungo le campagne dell’Agro Veientano mi sembra di rivedere le atroci scene della guerra fra etruschi e romani. Le legioni romane dell’imperatore Furio Camillo stavano conquistando Veio mettendola a ferro e fuoco. Un vortice di sangue e violenza stava radendo al suolo tutta la città. Mentre tutto sembrava perduto all’improvviso vidi una luce nella quale brillava un’immagine sublime. Era la Madonna del Sorbo che portava alla pace i due popoli.

Il nostro artista Cristoforo Russo sarà presente oggi, dalle ore 17, al Vernissage della mostra "Pigmenti Arte Contemporanea". La mostra si terrà dal 1 al 12 giugno 2021 presso il Museo Mario Antonacci di Albano.
Diversi anni fa mi è capitato di conoscere in modo casuale un artista originario del Costarica Francisco Còrdoba. Ho visitato il suo studio d’arte in via degli Zingari n.39. Le linee curve e spezzate, i vortici di colore, la suggestione delle forme artistiche ci portano a scoprire la bellezza e la solarità della sua terra. Opere polimateriche che ci sensibilizzano alla fratellanza umana. La vivacità e la dinamicità delle opere dell’artista sono in costante dialettica si nutrono della vitalità e della gioia di vivere del Rione Monti. L’arte di Francisco Còrdoba ha una forte carica etica, è un’azione di denuncia nei confronti dei mali che divorano il genere umano. Le opere dell’artista sconfinano costantemente nella pittura, scultura, installazioni, video, teatro, poesia e musica. L’artista dipinge sulla tela una danza cromatica. Una performance pittorica densa di giravolte armoniose. Lo vediamo nei dipinti “Luna nera”(1994) (tecnica mista su tela 50x100) e “Fuoco” (1993) (acrilico su carta 50x80). Un’arte umanitaria nella quale Còrdoba si esprime anche in forme di alta poesia.
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