Le nuove misure prese dal governo nei confronti dell’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti rischiano di non essere sicure come vorrebbero essere.

Leggiamo dunque il DL che all’art.1, comma 2 dicembre

”2. Per consentire lo svolgimento in presenza dei servizi e delle attività di cui al comma 1 e per prevenire la diffusione dell'infezione da SARS-CoV-2, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, sono adottate, in tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione, e nelle università, le seguenti misure minime di sicurezza:

a) è fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attività sportive…”

Questa prima parte potrebbe essere anche condivisibile nell’intento di ridurre la circolazione del virus e di rallentare la sua trasmissione tra i bambini e i giovani. Questi infatti potrebbero inconsapevolmente e incolpevolmente portarlo nelle loro case dove potrebbero esserci famigliari deboli. I bambini e i giovani in generale infatti hanno ben poco da temere visto che si infettano, ma praticamente non hanno conseguenze. Però questa indicazione, apparentemente virtuosa secondo la logica della mascherina che riduce la trasmissione del virus, viene poi resa viziosa  dal proseguo del comma tre dove possiamo leggere quanto segue:

“3. In presenza di soggetti risultati positivi all'infezione da SARS-CoV-2 o di casi sospetti, nell'ambito scolastico e dei servizi educativi dell'infanzia, si applicano le linee guida e i protocolli adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, nonché ai sensi dell'articolo 10-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2021, n. 87. 1 protocolli e le linee guida possono disciplinare ogni altro aspetto concernente le condizioni di sicurezza relative allo svolgimento delle attività didattiche e scolastiche, ivi inclusa la deroga alle disposizioni di cui al comma 2, lettera a}, per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validità. “

Cosa vuole dire questo paragrafo? Che se anche solo uno degli studenti, piccoli o grandi, non ha compiuto il ciclo vaccinale o non ha un certificato di guarigione valido, nessuno potrà togliersi la mascherina. Cosa potrà mai facilmente accadere? Anche se gli insegnanti, con un minimo di dignità del loro ruolo, non diranno chi dei compagni di classe non ha questo requisito che permette di togliersi l’odiosa e fastidiosa mascherina, scatterà la caccia a chi impedisce loro di poter godere per poche ore di quello che solo pochi mesi fa era un diritto inalienabile: respirare aria fresca e non viziata da una mascherina portata per diverse ore. Ora, immaginate i sospetti e le emarginazioni che potranno nascere all’interno di una classe. Le reciproche accuse di chi riterrà responsabile il compagno o la compagna, magari antipatico o antipatica. La caccia all’untore in un reciproco clima di veleno. Questo è istillare l’odio e la lotta all’interno di quelle aule che invece dovrebbero essere un luogo di incontro e di educazione civile. Il sospetto che la norma sia stata voluta proprio per creare queste condizioni e spingere i genitori a vaccinare i propri figli per non vederli discriminati è forte. Alcuni aspetti lo fanno ritenere molto probabile.

1) Perché non si è considerato anche quelli che risultano negativi al tampone? Questi sono infatti i più certi non portatori di covid, più dei vaccinati che vediamo possono esserlo così come i non vaccinati secondo quanto affermato pubblicamente anche dal dr. Fauci pochi giorni fa e confermato anche dai dati che stanno arrivando da diversi paesi con campagne vaccinali ad alta percentuale.

2) Perché permettere ai soli studenti vaccinati o guariti di togliersi la mascherina se questi possono comunque infettarsi tra loro e portare il virus nelle loro case?

Questa norma porterà forti tensioni nelle aule e speriamo che non succedano cose gravi. Cosa stiamo insegnando ai nostri figli? A odiarsi su basi che sono evidentemente sbagliate. Non occorre essere un virologo luminare per capirlo. Basta il normale buonsenso, quello che sembra abbiamo perso. Le tensioni poi si potranno trasferire anche fuori dalle scuole. Cosa diremo se studenti esasperati e scossi da mesi e mesi di lockdown,  mascherine e odio instillato si scontreranno fuori dal recinto scolastico? La scuola non risponderà di nulla? Non interverrà? Pensate che questo non potrà colpire anche i genitori di quegli stessi studenti? Se crediamo che chi ha scritto questo DL non se ne sia accorto, allora siamo veramente ingenui.

Tutti i genitori, sia quelli con figli vaccinati che no dovrebbero opporsi assieme fortemente contro questa norma discriminatrice, fomentatrice di odio. Tutti i genitori e tutti gli adulti.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge per salvaguardare da un epidemia mortale o gravemente invalidante come il vaiolo.

In Italia non si comprende perché assieme alla Francia sono stati presi provvedimenti così discriminanti. Sono molte le notizie che riportano di contagi tra i vaccinati e varianti malgrado il green pass.

La microbiologa dell’ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo durante il programma “Morning News”, martedì 10 agosto: “Il 5 agosto è stato pubblicato lo studio sui vaccinati e non vaccinati e sul medesimo rischio di contagiosità. L’ho detto perché non vorrei che con il green pass si abbassassero le misure di sicurezza. Bisogna assolutamente vaccinarsi ma il successo si avrà quando tutti i 4 milioni e mezzo di persone a rischio morte e severità saranno state vaccinate. Non diciamo bugie: il vaccino non limita la diffusione del virus quindi oggi l’unico mezzo sicuro per limitarlo è la mascherina unita al distanziamento. E non parliamo di immunità di gregge: non si raggiungerà. Al massimo avremo l’immunità di collettività”.

Il governo per  forzare la vaccinazione nei confronti di tutte le età ha creato di fatto una vaccinazione obbligatoria per frequentare i corsi di studio e alcuni lavori. I tamponi che di fatto sono l’unica prevenzione possibile mantenendo un distanziamento fisico con il malato sono ancora ad un prezzo di 22 euro contro gli 8 dichiarati dal governo.

Non si è contrari al vaccino, bensì ad una sperimentazione con le conseguenze ancora ignote nei confronti di soggetti che sono preoccupati  e dei minori.

Le leggi devono servire a rendere migliore il rapporto tra i cittadini e salvaguardare il bene della collettività non certo a creare dei dogmi riguardanti la salute e procedere senza spiegazioni ad una vaccinazione forzosa. Il risultato di questo governo è di costruire un muro composto di odio e pregiudizio tra vaccinato e non nel momento in cui entrambi sono contagiosi.

Le persone mature si devono proteggere per non morire, ma un giovane di 12-15-20 anni può dire di non voler fare una cosa inutile per vivere.

Durante la conferenza  stampa il Premier Draghi, con il solo fine di indurre all'inoculazione, ha detto: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore”.

Tra i politici italiani a chiedere la comprensione dei fatti a livello scientifico e non mellifuo è da sempre Vittorio Sgarbi portato anche violentemente fuori dalla Camera per le sue osservazioni e che ha contestato più volte il clima da "incubo di informazione obbligatoria, costante, determinata a convincerci che siamo tutti malati. Si è sostituito Dio con il vaccino". La richiesta del deputato è quella di "revocare immediatamente lo stato emergenziale. Siamo in Europa, abbiamo tutti lo stesso problema e siamo l'unico paese con lo stato d'emergenza".

 

di Pasquale Fabozzi

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