
L’Associazione Tota Pulchra esprime viva soddisfazione e sincero compiacimento per le recentissime esibizioni di Padre Marco Baragli negli Stati Uniti, che hanno riscosso un caloroso consenso di pubblico e di critica.
Particolare rilievo ha avuto il concerto presso la Christ the Redeemer Church, seguito, nei giorni successivi, da una seconda esibizione presso la Congregational Church, nell’area di Boston. Questi appuntamenti si inseriscono in un ciclo di tre concerti che hanno saputo coniugare intensità spirituale e raffinatezza artistica.
Le esibizioni sono state oggetto di una significativa recensione a firma di Jed Gottlieb sul Boston Herald del 23 aprile 2026, dal titolo:
“Applause and emotion for father Marco Baragli. A mystical journey between flute and piano in Boston”.
Un titolo che ben riassume l’esperienza offerta al pubblico: un autentico itinerario interiore, in cui la musica si è fatta linguaggio di elevazione e contemplazione.
Accanto a Padre Marco Baragli, la pianista Anna Delli Muti ha offerto un accompagnamento di grande sensibilità e finezza interpretativa, dando vita a un dialogo musicale intenso e armonioso. La presenza del direttore musicale Dan McKinley ha ulteriormente valorizzato l’unità e la profondità dell’esecuzione.
La critica ha sottolineato la capacità degli interpreti di creare un clima di profonda partecipazione emotiva e spirituale, nel quale il pubblico è stato condotto oltre la dimensione estetica, verso un’esperienza autenticamente contemplativa.
Le tre esibizioni rappresentano un esempio eloquente di come l’arte musicale possa diventare strumento di dialogo tra culture e di incontro tra i popoli, in perfetta sintonia con la missione di Tota Pulchra, che promuove la bellezza come via privilegiata per la pace e la fraternità.
Tota Pulchra rinnova le proprie congratulazioni a Padre Marco Baragli, ad Anna Delli Muti e a Dan McKinley, auspicando che questo fecondo percorso artistico e spirituale continui a portare frutti di luce, di armonia e di speranza nel mondo.
Nel tempo presente, segnato da tensioni e inquietudini, queste armonie elevate ci ricordano che la pace non è soltanto un ideale, ma un cammino possibile: nasce nel cuore dell’uomo, si nutre di bellezza e si compie nell’incontro sincero tra le persone e i popoli. Che la musica, linguaggio universale dell’anima, continui ad aprire vie di riconciliazione e a suscitare, in ogni ascoltatore, un rinnovato desiderio di pace.
