
Presentato all’Hotel Excelsior il progetto di Gianluca Mech contro la violenza di genere. L’Associazione, che ha concesso il proprio patrocinio, è stata rappresentata dal giovane socio Umberto Toraldo.
Si è svolta giovedì 3 settembre, nello Spazio della Regione del Veneto–Veneto Film Commission presso l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, la presentazione de “La Trappola di Venere”, progetto audiovisivo ideato e interpretato da Gianluca Mech, dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione della violenza di genere.
L’incontro, inserito nel programma degli appuntamenti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha segnato una nuova e importante tappa nel percorso dell’opera, nata nel 2025 come cortometraggio e videoclip musicale e ora sviluppata anche attraverso una più ampia sezione documentaristica.
A Venezia sono state presentate in anteprima alcune immagini del nuovo lavoro, accolte con interesse e partecipazione dal pubblico. Alla presentazione sono intervenuti, insieme a Gianluca Mech, Valeria Marini, madrina e sostenitrice del progetto, ed Elisa D’Ospina, interprete e moderatrice dell’incontro.
Il documentario cerca di affrontare la violenza non soltanto a partire dalle sue conseguenze più drammatiche, ma risalendo alle sue radici culturali, psicologiche e relazionali. L’attenzione viene posta sui linguaggi, sui comportamenti quotidiani e su quei modelli distorti che possono alimentare il possesso, il controllo e l’incapacità di accettare la libertà dell’altro.
Nel racconto assumono particolare rilievo le figure simboliche di Venere Pandemia, interpretata da Elisa D’Ospina, espressione dell’amore possessivo e geloso, e di Venere Urania, affidata a Valeria Marini, immagine di un amore spirituale, rispettoso e liberante. Accanto a esse compaiono “La Legge”, interpretata da Stefano Andrea Macchi, e “Chiedi Aiuto”, personaggio portato sullo schermo dallo stesso Gianluca Mech.
Il messaggio centrale è chiaro: la prevenzione deve iniziare molto prima che la violenza si manifesti. Per questo il progetto intende rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni e trovare una prosecuzione concreta nelle scuole, attraverso momenti di incontro, educazione e confronto.
Alla presentazione sono intervenuti anche Antonio Affinita, direttore generale e cofondatore del Movimento Italiano Genitori; Sara Cristina Anghel, esperta di bullismo digitale; Gemma Vecchio, presidente di Casa Africa ODV; Silvia Nanni, giurista e formatrice; Michaela Anghel, presidente di Dacia Senza Frontiere e del Kiwanis Club San Marino, e il giornalista Gianluca Versace.
Tota Pulchra APS-ETS, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa, è stata rappresentata a Venezia dal giovane Umberto Toraldo, entrato recentemente a far parte dell’Associazione. La sua presenza assume un significato particolarmente importante proprio per l’attenzione riservata dal progetto ai giovani, chiamati a diventare protagonisti di una nuova cultura del rispetto e della responsabilità.
Il presidente di Tota Pulchra, Mons. Jean-Marie Gervais, rinnova il proprio apprezzamento a Gianluca Mech, a Gemma Vecchio e a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. L’arte e la comunicazione, quando si pongono al servizio della dignità della persona, possono infatti diventare strumenti preziosi di educazione e di cambiamento sociale.
Il patrocinio a “La Trappola di Venere” conferma così l’impegno di Tota Pulchra nel promuovere una bellezza che non sia soltanto espressione estetica, ma anche rispetto, consapevolezza, solidarietà e pace. La prestigiosa cornice veneziana ha dato visibilità a un messaggio che deve ora continuare il proprio cammino: educare alla libertà dell’altro, riconoscere i primi segnali di pericolo e avere il coraggio di chiedere aiuto.
