La bellezza, quando viene custodita con intelligenza e restituita alla comunità, non è mai semplice ornamento. È responsabilità. È educazione dello sguardo. È memoria che si trasforma in servizio. È in questa prospettiva che si colloca l’iniziativa svoltasi presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, dedicata alla Gioconda Torlonia, nota anche come Gioconda di Montecitorio.

L’evento, promosso dall’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, presieduto dall’On. Alessandro Caramiello, ha rappresentato un momento di alto significato culturale, istituzionale e civile. Al centro non soltanto un’opera di grande fascino, ma un’intera visione: portare il patrimonio artistico custodito nei palazzi istituzionali verso i territori, in particolare verso le aree fragili, affinché la bellezza possa diventare occasione di incontro, conoscenza e sviluppo.

La Gioconda Torlonia, esposta per l’occasione nella Sala della Regina, è da tempo al centro di un dibattito scientifico sulla sua attribuzione. Il mistero della sua origine, forse legata alla bottega di Leonardo, contribuisce ad accrescerne il valore simbolico. Ma il cuore dell’iniziativa non risiede soltanto nell’attribuzione. Risiede nella volontà di far uscire l’opera da Montecitorio, dopo oltre un secolo, per avviare un percorso espositivo nelle reti museali delle aree fragili, con prime tappe a Matera, Venosa, Benevento e Gaeta.

In questo contesto assume rilievo la presenza di Tommaso Scattolari, Presidente della Commissione Opera dell’Intergruppo e Coordinatore generale dell’Ente Associativo Tota Pulchra, che ha ribadito il valore della tutela della lingua italiana nel contesto dell’opera lirica italiana, patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO.

Il suo intervento ha richiamato un principio essenziale: la cultura italiana non può essere difesa solo nei suoi monumenti materiali, ma anche nelle sue forme vive, nella parola, nel canto, nel teatro, nei libretti, nella corretta pronuncia, nella fedeltà al senso poetico e spirituale della lingua. L’opera lirica italiana non è soltanto musica; è parola incarnata nella voce. Alterare o trascurare la lingua significa indebolire una parte fondamentale del suo patrimonio.

La riflessione di Scattolari ha trovato consonanza anche nelle parole dell’attore Enrico Montesano, che ha sottolineato l’importanza della lingua italiana e il rischio di una cultura sempre più segnata da termini inglesizzati, lontani dalla profondità della nostra tradizione.

A introdurre i lavori è stato il Vicepresidente della Camera, On. Sergio Costa, seguito dagli interventi dell’On. Alessandro Caramiello, dell’On. Stefano Candiani, dell’On. Pasqualino Penza, del Prof. Giovanni Barretta, Presidente del Tavolo tecnico, di Stefano Colucci, Presidente della Commissione Arte, e dell’On. Sergio Vaccaro. Il coordinamento giornalistico è stato affidato a Luca Antonio Pepe.

Il tavolo di approfondimento artistico ha coinvolto Antonello Di Pinto, Sebastiano Giordano, Gianni Filippini, Roberta Delgado e Antoinette di Nitto, con la presenza qualificata dei rappresentanti del Patrimonio Artistico della Camera dei Deputati: Roberta Gentile, Valeria Galardini, Simone Leoni e i funzionari competenti.

Ampio spazio è stato riservato alle eccellenze italiane. Sono stati premiati Al Bano Carrisi, Peppe Barra ed Enrico Montesano, figure che, in forme diverse, hanno contribuito alla storia culturale e popolare del Paese. Al Bano è stato premiato da Alessandro Caramiello e Pino Aprile, Presidente onorario dell’Intergruppo; ulteriori riconoscimenti sono stati consegnati da Alessio Iannucci, Presidente dell’Ordine Vaticano dei Camilliani, e da Alessandro Reale, con il “Timone d’Oro”.

Sono stati inoltre riconosciuti Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura; Giuliana Poleggi Quaranta, moglie del premio Oscar Gianni Quaranta; e Marco Ferrigno, custode della tradizione presepiale napoletana.

Il mondo dell’impresa è stato rappresentato dalla premiazione alla memoria di Luca Iannuzzi, con riconoscimento ritirato dalla moglie Debora Di Meo; da Vittorio Genna, co-fondatore di ALA S.p.A.; da Pina Amarelli, guida della storica fabbrica di liquirizia; e da Paolo Melluso, premiato da Pasquale Lampugnale.

Per lo spettacolo è stata premiata Lara Sansone, mentre per la scienza Alessandro Totaro ha premiato Annamaria Colao, Patrizia Angelotti e Giuseppe Laurelli. Per l’arte, Michela Colucci e Tommaso Scattolari hanno premiato Giuseppe Carta e Guido Botticelli. Nella stessa occasione, Scattolari ha annunciato l’anteprima del suo volume dedicato agli artisti egiziani, scritto con Giovanni Barretta.

In parallelo, nella Sala Aldo Moro, un secondo evento moderato da Barbara Bonanni, coordinato dall’On. Sergio Vaccaro e con l’intervento di Alessandro Zurlo, ha visto la premiazione di Zorama e Simona Molinari.

Per Tota Pulchra, la giornata assume un significato ulteriore: conferma che la bellezza, quando incontra le istituzioni, deve farsi servizio. Servizio alla lingua, alla memoria, alla dignità dei territori, alla custodia delle arti, alla trasmissione dei valori. La Gioconda Torlonia, l’opera lirica italiana, le eccellenze premiate e il richiamo alla lingua italiana convergono in un’unica idea: il patrimonio non è mai qualcosa da possedere, ma qualcosa da consegnare più vivo alle generazioni future.

 

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