Roma, 15 aprile 2026 – La giornata dedicata alla situazione in Sudan si è articolata in due momenti distinti ma profondamente complementari: da un lato, il confronto istituzionale presso la Camera dei Deputati; dall’altro, un incontro personale e significativo nel segno della solidarietà e della responsabilità morale.

Nel primo momento, il seminario “Sudan: Between War and Humanitarian Crisis”, presieduto dall’onorevole Isabella De Monte, ha offerto uno spazio qualificato di analisi e dialogo sulla drammatica crisi sudanese. Protagonisti dell’incontro sono stati Khalid Omer Yousif, esponente di primo piano della vita politica del suo Paese e voce autorevole per una transizione civile, e Bakary M. Elmedni, studioso esperto di governance e sviluppo nei contesti di crisi.

Nel corso del dibattito sono emerse con chiarezza le gravi conseguenze del conflitto tra le forze armate sudanesi e le milizie, con particolare riferimento alla condizione dei civili, alle migrazioni forzate e alla crescente emergenza umanitaria. È stata ribadita l’urgenza di un rinnovato impegno della comunità internazionale, anche attraverso strumenti diplomatici e umanitari, per favorire il cessate-il-fuoco e il ritorno a istituzioni civili stabili.

A margine dell’incontro, su invito dell’Istituto Milton Friedman, si è svolto un secondo momento, più raccolto ma non meno significativo: Mons. Jean Marie Gervais ha incontrato personalmente i due relatori, esprimendo il proprio sostegno morale al loro impegno per la pace.
Nel corso del colloquio, Mons. Gervais ha richiamato con forza la centralità della persona umana e la necessità di proteggere le popolazioni civili, prime vittime del conflitto. In piena sintonia con l’insegnamento della Chiesa, recentemente ribadito da Papa Leone XIV, egli ha sottolineato come la pace autentica si costruisca attraverso il dialogo, la giustizia e una rinnovata responsabilità condivisa tra le nazioni.

Rinnovando la propria vicinanza spirituale al popolo sudanese, Mons. Gervais ha assicurato che continuerà a promuovere ogni iniziativa utile a sensibilizzare gli uomini e le donne di buona volontà, affinché non venga meno l’impegno comune per la cessazione delle violenze e per l’avvio di un cammino di riconciliazione e di speranza.

 

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