L’Associazione Tota Pulchra, nelle figure del suo Presidente Mons. Jean-Marie Gervais, del Responsabile per le Relazioni Istituzionali Sandro Rosiglioni e del giornalista Fabrizio Federici, ha preso parte al Tavolo Iftar di Ramadan svoltosi il 9 marzo 2026 presso il prestigioso Hotel St. Regis di Roma. L’iniziativa, promossa dalle Ambasciate della Repubblica dell’Azerbaigian e del Regno del Marocco presso la Santa Sede e organizzata dal Media International Communication Club (MICC), con il supporto della Direzione dei Musulmani del Caucaso, ha riunito oltre 130 personalità del mondo diplomatico, accademico, istituzionale e religioso, tra i quali cinquanta Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Particolarmente eloquente è stata la coincidenza, nel mese di marzo 2026, dei tempi sacri del Ramadan, della Quaresima cristiana e della festività ebraica di Purim: un intreccio simbolico che richiama con forza l’unità profonda dell’umano nel mistero del sacro. Nel suo intervento, il Cardinale Pietro Parolin ha richiamato il valore della convivialità quale autentico strumento di pace e di dialogo tra i popoli: «Sedersi a questo tavolo non è un semplice gesto di cortesia, ma un atto di resistenza spirituale alla violenza. La diplomazia della Santa Sede sostiene ogni spazio di incontro in cui la parola prevale sulle armi. La pace non è un’utopia, ma una costruzione quotidiana che esige coraggio, perdono e lungimiranza.» A margine dell’incontro, lo stesso Cardinale ha voluto sottolineare la gravità della situazione internazionale, ribadendo l’impegno della Santa Sede nel mantenere aperti i canali del dialogo: «La Santa Sede parla con tutti e, quando necessario, si fa interlocutrice anche presso le parti più direttamente coinvolte, indicando con franchezza le vie possibili per contenere una tragedia che rischia di estendersi oltre ogni misura.» I promotori dell’iniziativa hanno evidenziato come, in un tempo segnato da tensioni globali, crisi economiche e profonde ferite sociali, il Tavolo dell’Iftar rappresenti un segno concreto di speranza, capace di riunire attorno a un’unica mensa autorità spirituali e civili nel nome della pace e della dignità della persona. In tale orizzonte si colloca anche la testimonianza del Gran Muftì Allahshukur Pashazade, che ha richiamato il valore spirituale del digiuno come scuola di interiorità e di solidarietà, sottolineando come il dialogo tra le religioni costituisca una via privilegiata per l’abbattimento delle divisioni e il rifiuto di ogni forma di violenza. L’Ambasciatore Ilgar Mukhtarov ha ribadito la vocazione storica del suo Paese alla convivenza tra culture e religioni, mentre il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha evidenziato il valore profetico della convivialità come segno di una comune radice di umanità. Nel corso della serata sono stati inoltre conferiti sei riconoscimenti della serie “I volti nascosti del dialogo”, destinati a personalità distintesi per il loro impegno nella promozione della pace e della cooperazione tra i popoli. L’organizzatore Nizar Ramadan ha infine sottolineato il ruolo dell’Italia quale crocevia naturale di dialogo nel Mediterraneo, indicando nel Tavolo dell’Iftar un autentico cantiere di umanità e di riconciliazione. Mons. Jean Marie Gervais ha espresso il suo vivo apprezzamento per l’iniziativa, riconoscendone la piena consonanza con la missione dell’Associazione: «In un tempo segnato da divisioni e conflitti, momenti come questo attestano che il dialogo non è soltanto possibile, ma necessario. Nella bellezza dell’incontro e nel rispetto delle differenze si aprono vie nuove di fraternità e si pongono le basi di una pace autentica.» La partecipazione di Tota Pulchra si inserisce nel suo costante impegno a favore del dialogo tra i popoli e le religioni, nella convinzione che la cultura e la bellezza costituiscano vie privilegiate per edificare una civiltà dell’incontro. In tale prospettiva, il Tavolo Iftar di Roma si offre come un segno luminoso dei tempi: un invito, rivolto alle coscienze e alle nazioni, a riconoscersi parte di un’unica famiglia umana. Che il dialogo sincero, sostenuto dalla verità e illuminato dalla carità, possa sempre prevalere sulle divisioni, e che da incontri come questo germogli una pace giusta e duratura, capace di custodire la dignità di ogni uomo e di ogni popolo.
