Riscoprire la dignità della consulenza creditizia tra coscienza, responsabilità e cura della persona.

 Viviamo in un tempo in cui ogni azione sembra dover generare un ritorno economico immediato. Le relazioni si misurano in conversioni, le decisioni in guadagno, e la parola “consulente” viene spesso confusa con “venditore”.

Eppure, nel cuore autentico della consulenza, esiste ancora chi sceglie la strada meno battuta: quella dell’etica.

 Un vero consulente non è colui che chiude pratiche, ma chi apre dialoghi. Non è colui che rincorre il budget a qualsiasi costo, ma chi protegge gli interessi del cliente anche quando questo significa rinunciare a una provvigione.

 

Perché il consiglio giusto non è sempre quello più conveniente.

 Ci sono momenti in cui la scelta etica è anche la più difficile: dire “non lo fare” a un cliente che si affida a te, consapevole che quel consiglio non porterà alcun ritorno economico, ma eviterà a quella persona un indebitamento insostenibile, un peso emotivo, un errore irreparabile.

È in questi gesti silenziosi che si misura la statura morale di un professionista. Quando il denaro cede il passo alla responsabilità. Quando il consulente diventa custode di equilibrio, alleato silenzioso, presidio di giustizia umana in un sistema che spesso dimentica di esserlo.

 

La fiducia non si compra, si merita. 

 In un mercato del credito sempre più aggressivo, chi sceglie di operare con coerenza costruisce lentamente una reputazione che non ha bisogno di clamore.

È la stima che arriva nei sussurri, nei “grazie” che non fanno rumore, nei clienti che tornano non per firmare un contratto, ma per cercare un parere, una voce onesta in mezzo a tante urla.

 

Essere consulente oggi non significa solo conoscere i prodotti, ma conoscere le persone 

Significa riconoscere la fragilità in una voce, leggere tra le righe di una richiesta, comprendere che dietro ogni pratica c’è una vita. E che ogni consiglio è un seme che può portare frutto o lasciare macerie.

Il cuore del consulente non si vede, ma si sente. È quello che batte più forte quando sceglie il bene del cliente anche a costo del proprio guadagno. È quello che resta in pace la sera, sapendo di aver fatto la cosa giusta.

In un tempo in cui tutto si misura, l’etica resta incalcolabile. Ma è proprio per questo che vale più di ogni provvigione.

 

Stefano Giuntoli

 

Tota Pulchra: Associazione per la promozione sociale

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