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Il grido “basta parole vuote” di Greta Thunberg e Vanessa Nakate non suona come un semplice slogan, piuttosto come un appello alle industrie e ai governi. 

Nel grande centro congressi di Milano sono transitati in questi giorni Mario Draghi e Boris Johnson, Mattarella e Papa Francesco, Alok Sharma e Roberto Cingolani. Alcuni giovani rompendo il protocollo hanno inserito nel documento finale la dirompente richiesta dell’abbandono del fossile entro il 2030, mentre altri hanno interrotto il discorso di Draghi al grido “No more greenwashing”.

Sabato 9 ottobre 2021, alle ore 17.00, a Forlì, presso l’Oratorio di San Sebastiano si terrà l’inaugurazione della mostra di Marisa Zattini Alberi - The Aleph Beth of Nature, una metafora che racconta l’intima relazione fra Uomo e Natura in un innesto con l’alfabeto ebraico e il sapere esoterico della Kabbalah.

L’Arte sconvolge, annienta le regole della società e fissa il suo sguardo oltre il visibile. È fatta per abbatter barriere, screditare pregiudizi ed è utile alla comprensione del mondo, permettendoci di superare l’apparenza. Ma in un’era in cui ci si ferma solo alla superficialità di ciò che ci circonda, l’Arte perde il suo valore originario. Diventa quindi necessario ricordare l’importanza di proseguire su una strada culturale e artistica coinvolgendo anche le nuove generazioni.

Inaugurato l’11 settembre il XXVI Premio Cimitile ha visto tra i suoi protagonisti Mario Vespasiani nella mostra intitolata Dante Alighieri Settecento curata dal critico d’arte Giuseppe Bacci, che corona una serie di eventi che riguardano l’artista: quali un film, una personale, un documentario e la copertina che - insieme alla musa Mara - gli è stata dedicata da Exit, uno dei più dinamici magazine del settore cultura.

Al Premio Cimitile, il curatore ha invitato l’artista a celebrare il paradiso nella Divina Commedia e così Vespasiani ha rivolto la sua attenzione alla donna che innalza e sostiene Dante durante il viaggio nell’aldilà, inserita in un formato circolare a richiamare il senso di armonia, equilibrio e perfezione geometrica.

Vespasiani si è concentrato sul ritratto di questa rinnovata Mara-Beatrice in quanto la ritiene cuore del viaggio di Dante dall’umano al divino, attraverso la quale egli affronta e realizza il suo “pellegrinaggio” e musa che ispirò il poeta e oggi l'artista. Beatrice è la possibilità, per Dante, di scoprire la bellezza e la luce dell’Amore assoluto.

Venere è una supersportiva, presente in lei una vera identità anche nel rombo del suo motore ed entrerà nella storia delle prestazioni e del controllo mentre ammicca con la sua sportività.

Un sogno che diventa realtà, trasferisce il meglio della tecnologia motorsport per un uso sia su strada che su pista. Il suo nome evoca un espressione personale, vitale, ecologica, piacevole e dalla bellezza carezzevole in tutti i suoi dettagli.

Studiando le qualità e le possibilità di una supersportiva che sa suscitare sempre nuove sensazioni ed è capace di aggiungere qualcosa di inedito come la passione e non poteva essere chiamata diversamente.

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