Mi dispiace non poter presenziare ad un evento di tale significato e portata per il quale ho comunque voluto, per mezzo dei miei assistenti, portarvi un pensiero riguardo un tema a me decisamente caro, nella speranza possa essere da ulteriore spunto di riflessione delle vostre analisi. Toccare l’argomento scomparsi ha un bisogno intrinseco di affrontare ogni singolo caso con la più assoluta delicatezza, nei quali l’analisi ed il senso del giudizio svolgono ruoli fondamentali. Ciò è, e deve essere, concetto imprescindibile affinché non nascano e non si alimentino all’interno del singolo caso malintesi e angosce. Non sono rari casi che assumono connotati a volte trasversali, nei quali l’ipotetica spiegazione di scomparsa ne presuppone un significato diverso, a volte addirittura in evoluzione. Significati che, divenendo espressione della vita privata, coinvolgono fattori per i quali non è mai opportuno fantasticare. Quando l’ignoto, che preoccupa, entra violentemente all’interno di un nucleo civile, il senso di pericolo e disorientamento che si generano perdura, e si perde la leggerezza del quotidiano vivere nel Creato. Ciò comporta la scomparsa anche del resto della comunità, vincolata ed offuscata nel suo legame con un fatto che, a maggior ragione se privato, ne condiziona le vite e le scelte. Famiglie, bambini, persone da assistere, persone affette da depressione o da problemi personali, scelte, ma anche purtroppo omertà e malavita, sono realtà tangibili, sono la vita reale oltre le parole. Quando non si hanno più notizie di una persona, essa non smette di esistere, e con loro tutta la comunità ad essa legata. Viene naturale pensare a familiari, ma non solo. La natura del caso può portare ad un’infinità di possibilità, e, come per definizione, scomparsa si accompagna ad angoscia come paura dell’ignoto. In questo senso azzardare ipotesi non aiuta e non facilita la comunità a raggiungere l’obiettivo comune, la verità. Pertanto confidando appieno nella preparazione delle figure preposte alla risoluzione di queste criticità sociali, la comunità collabora, ma va sostenuta, protetta e rassicurata attraverso una prevenzione che non può che partire dal sociale, quindi dalle famiglie, emblemi di amore e messaggio cristiano.

Con queste parole Mons. Jean-Marie Gervais, tramite la presenza del Dott. Valerio Monda, Luca Alberto Di Laudo e Umberto Longo, ha voluto esprimere, all’interno della Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, tutto il suo sostegno ad un’iniziativa dal forte contenuto sociale.

Il convegno La Scomparsa, andato in scena Giovedì 22 Febbraio 2018, ha visto interventi, tra i tanti, di persone del calibro dell’avvocato Antonio Maria La Scala (Presidente Penelope), Andrea Mario Ferraris (Presidente Penelope Lazio), Francesco Tagliente (già questore di Roma e prefetto di Pisa), Matteo Orfini (Parlamentare) e Fabrizio Mignacca (Psicologo). Tutti uniti, assieme ad esperti di settori che vanno da geologia e topografia del territorio a genetica, statistica ed informatica, per lanciare un messaggio chiarissimo: la scomparsa deve essere intesa come mancato rientro involontario. Un ignoto al quale dare risposte attraverso percorsi di ricerca strutturati sul fondamento della connessione e comunicazione tra istituzioni, associazioni, esperti e comunità.

Un messaggio sul quale Mons. Gervais ha voluto calorosamente soffermarsi, per sottolineare ancora una volta l’importanza che valori come la Fede e la famiglia, e per estensione il sociale, il senso civico, la solidarietà e l’assistenza, hanno in questi atroci casi.

 

Simona Arcuri

Tota Pulchra: Associazione per la promozione sociale   —   C.F.: 97939900581

Sede Legale: via della Paglia 15 - Roma (RM)   —   IBAN: IT16L0623003218000063594579

Vai all'inizio della pagina
Find us on Facebook
Youtube