Domenica 8 Ottobre a Perugia, in occasione della rassegna letteraria Umbrialibri, è stato presentato il libro “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’Infinito. Teologia Estetica per un nuovo Rinascimento”. Di seguito pubblichiamo una presentazione scritta da Mons. Jean-Marie Gervais, autore del volume assieme ad Alessandro Notarnicola.

 

Gentilissimi,

salutandovi chiedo sin d’ora scusa a voi tutti per non aver potuto prendere parte a questa festa, festa che si tiene nuovamente nel nome del nostro caro Papa Benedetto XVI che tanto ha lasciato a noi tutti. È proprio sulla parola del Papa Emerito che vorrei concentrarmi in questo breve messaggio di saluto, una parola carica di significato e che assume una valenza teologica e pastorale altissime, come del resto possiamo dire di tutti gli altri Successori di Pietro. Nel libro “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’Infinito. Teologia Estetica per un nuovo Rinascimento”, ci siamo concentrati sul valore della “parola” e su come essa una volta pronunciata ha subito preso forma mediante l’arte, altissimo canale universale e necessario di comunicazione. Sin da sempre, lo vediamo di continuo entrando nei templi del sacro, i Papi hanno conferito un posto di particolare rilievo all’arte, e nel loro continuo dialogo con gli artisti, alle volte più pallido, ma altre, come avviene ormai da decenni, vivace e produttivo, hanno sempre esortato credenti e non credenti di cogliere il volto di Dio in essa.

È questa l’Imago Dei.  Soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, la dottrina dell’imago Dei ha avuto una rilevanza sempre maggiore nell’insegnamento del Magistero e nella ricerca teologica. In precedenza, a causa di diversi fattori, la teologia dell’imago Dei era stata lasciata in ombra da alcuni teologi e filosofi occidentali moderni. Nella filosofia il concetto stesso di «immagine» è stato oggetto di pesanti critiche provenienti da quelle teorie della conoscenza che o privilegiavano il ruolo dell’«idea» a scapito dell’immagine, o consideravano l’esperienza il criterio ultimo della verità, senza fare riferimento al ruolo dell’immagine. Esistono inoltre fattori culturali, come l’influenza dell’umanesimo secolare e, in tempi più recenti, la profusione di immagini da parte dei media, che hanno reso difficile affermare, da una parte, l’orientamento umano verso il divino e, dall’altra, il riferimento ontologico dell’immagine, entrambi presupposti essenziali per una qualsiasi teologia dell’imago Dei. All’interno della stessa teologia occidentale lo scarso peso attribuito a questo tema si spiega anche alla luce di interpretazioni bibliche che hanno sottolineato la validità permanente del divieto di creare immagini o hanno postulato un influsso ellenistico sulla comparsa di questo tema nella Bibbia. Soltanto alla vigilia del Concilio Vaticano II i teologi hanno cominciato a riscoprire la fecondità di questo tema ai fini di una comprensione e articolazione dei misteri della fede cristiana. Effettivamente i documenti conciliari esprimono e al tempo stesso confermano questo sviluppo significativo nella teologia del XX secolo.

Oggi l’immagine nella nostra società industrializzata e globalizzata è sempre più fondamentale e nella sua saggezza e lungimiranza Benedetto XVI lo ha sempre sostenuto chiedendo al mondo dell’arte maggiore e costante partecipazione alla fede e alla preghiera. L’arte e la musica possono condurci a Dio ed essere anche di aiuto nell’incontro con Lui: compongono quella “via pulchritudinis” – “via della bellezza” – che l’uomo d’oggi dovrebbe recuperare nel suo significato più profondo ed è questa in sintesi la missio del libro che presentiamo, queste le fila che hanno indotto noi curatori, assieme agli editori, a dare forma a un compendio sull’arte che nasce proprio dalla parola di Papa Benedetto XVI e che ci auguriamo possa entrare nelle case di voi tutte per non restare solo la “parola del Papa” ma la “parola di tutti”.

 

Mons. Jean-Marie Gervais

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