Domenica 18 ottobre 2020, alle ore 17.00, a Cesena, presso la Chiesa neoclassica di Santa Cristina (Contrada Chiaramonti) si terrà l’inaugurazione della mostra di MARISA ZATTINI The Aleph Beth of Nature, alla presenza di Monsignor JEAN MARIE GERVAIS [Presidente dell’Associazione “Tota Pulchra” e Prefetto Coadiutore della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano], di Monsignor Ernesto Giorgi e Don Marco Muratori, del Vice Sindaco Christian Castorri e dell’Artista. Dopo l’esposizione romana allestita nella Chiesa della Natività (in occasione dell’Anno Giubilare indetto da Papa Francesco lo scorso dicembre) ecco la suggestiva installazione ambientata nella Chiesa e nella cripta del gioiello architettonico voluto da Papa Pio VII Chiaramonti su progetto di Giuseppe Valadier.

La mostra, idealmente, completa l’evento in corso alla Galleria Comunale di Cesena - Alberi eretici|ermetici  - ed è promossa dall’Associazione “Tota Pulchra” in co-organizzazione con IL VICOLO-Sezione Arte, grazie alla disponibilità e preziosa collaborazione dell’Ufficio di Arte Sacra della Diocesi di Cesena-Sarsina. Le energie e i segreti che collegano l’Uomo alla Natura vengono rivisitati e ripercorsi dall’artista alla luce degli insegnamenti profondi della Kabbalah. Scrive l’artista nella “nota in margine all’opera”: «L’ordine metafisico della Creazione corrisponde alla struttura emotiva e spirituale dell’Anima. [...] La Kabbalah è il sapere esoterico della Torà, la Bibbia ebraica. Il suo nome significa “corrispondenza” e rappresenta un sistema metafisico, una sapienza esoterica che parla il linguaggio universale essendo l’arte dei parallelismi [...]. La Kabbalah è dunque la rivelazione dei legami sottili tra i mondi spirituali e quelli fisici e il “fare” può riconvertire le nostre emozioni in differenti misure. L’importanza delle ventidue lettere che compongono l’alfabeto ebraico sta nel loro essere veicoli, canali della loro essenza [...]».

Scrive Monsignor JEAN MARIE GERVAIS nel suo testo introduttivo: «[...] Le opere di Marisa Zattini, in sintesi, sono un invito a riconsiderare il ruolo della responsabilità umana all’interno della creazione. Ma in che senso? ll primo grande tema all’interno della teologia dell’imago Dei, riguarda la partecipazione alla vita della comunione divina. Il genere umano, creato a immagine di Dio, condivide con altri esseri la corporeità data dalla sua fisicità ma, a differenza di questi, grazie alla sua razionalità (differenza specifica) è ordinato alla comunione interpersonale. Il primo esempio di questa comunione è l’unione procreativa dell’uomo e della donna, che rispecchia la comunione creativa dell’amore trinitario [...]».

Successivamente, la mostra verrà resa itinerante in altre suggestive Chiese dalle differenti caratteristiche architettoniche: a Forlì, nel quattrocentesco Oratorio di San Sebastiano e nella Chiesa settecentesca di San Zenone, a Cesena. Questo al fine di documentare la differente lettura emozionale dell’installazione.


MARISA ZATTINI è nata a Forlì il 13 ottobre 1956. Segno zodiacale: Bilancia ascendente Scorpione. Già artista e architetto - pittrice, ceramista, poeta - ha realizzato mostre personali in spazi pubblici, in Italia e all’estero (Svezia, Inghilterra, Germania e Grecia) a partire dal 1976 e pubblicato cataloghi monografici, con alcune sue poesie. Sul concetto di identità e sulle riflessioni filosofiche legate al tema del vuoto e del pieno ha realizzato una inedita e originale triplice partitura espositiva denominata DOPPIO PANICO! - L’arte di vivere (2009), Metamorphosi (2011) e Autoritratto (2013) coinvolgendo 33 artisti del territorio, producendo originali lavori scultorei, ceramici e fotografici, esposti nella suggestiva sede dell’Oratorio di San Sebastiano, a Forlì. Nel 2014 è stata invitata dalla Provincia di Kassel ad esporre il ciclo “Ali”, opere ceramiche (in 3° fuoco) realizzate nel 1990: un progetto a 4 mani con l’architetto Augusto Pompili. Sempre nel 2014 e 2015 la mostra “Di-segni” o dell’indole della Res è stata itinerante nelle sedi pubbliche del MODERNARTMUSEUM di Ca’ la Ghironda (Zola Predosa, Bologna), Bertinoro (Rocca Vescovile, Museo Interreligioso), Santarcangelo di Romagna (Grotta monumentale) e a Gallarate (Teatro del Popolo). Nel 2015 il ciclo di opere “Ali selvatiche” è stato ospitato nelle sale della Biblioteca Comunale “Maria Goia” di Cervia (Ravenna). Una selezione di questi ultimi cicli di lavori sono stati ospitati, nel 2016, presso l’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA di Atene e, parallelamente, nelle sale della TECHNOHOROS ART GALLERY. Nel 2017, con la mostra “Agricoltura Celeste”, ha riunito una selezione di opere appartenenti ai cinque cicli realizzati fra il 2012 e il 2017, itinerante in quattro sedi pubbliche italiane. Del 2018 è la personale “Metamorphica” allestita nella Moschea Yeni Camii, a Salonicco, organizzata dalla TECHNOHOROS ART GALLERY, con il coinvolgimento dell’Istituto di Cultura di Atene e dell’Ambasciata Italiana e resa itinerante a Cesena, in due sedi: nella Sala Piana della BIBLIOTECA MALATESTIANA e nella CHIESA DI SAN ZENONE. Sempre del 2018 è la mostra Alberi eretici |ermetici allestita a Forlì, nello spazio espositivo dell’Oratorio di San Sebastiano e poi a Casa Cava nel Sasso Barisano, a Matera, nell’ambito di MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019. ALCHEMICA - Trasmutazioni fra Arte e Natura si configura come l’ultimo evento del 2019, allestito nelle sale dell’antica farmacia del Museo Nazionale di Ravenna, per la cura di Emanuela Fiori.

 

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