Da più di otto secoli la Custodia di Terra Santa protegge i luoghi santi, impegnandosi a mantenerli vivi, accogliendo i pellegrini e prendendosi cura delle comunità cristiane locali.

In questi secoli i francescani da una parte hanno collezionato un patrimonio inestimabile, doni provenienti da ogni angolo d’Europa, dall’altra hanno esplorato la Terra Santa conducendo studi archeologici e ricerche storiche in quei luoghi che rappresentano le radici del cristianesimo, riportando alla luce manufatti e reperti che non solo testimoniano storie di culto, ma che sono capaci di riscrivere la storia rintracciando in essa degli incontri tra culture diverse.

“Quando le persone si incontrano possono scoprire di avere delle radici comuni e la possibilità di percorrere in futuro un tratto di strada insieme nel rispetto reciproco, nella fraternità e nell’ amicizia.’’
(Fr. Francesco Patton, ofm Custode di Terra Santa)

Ed è proprio nel cuore della Terra Santa, nella città vecchia di Gerusalemme, che nasce l’idea di realizzare un museo che, coerentemente alla missione dei francescani, racconta la storia dei luoghi santi, dei santuari, della Chiesa locale e di quella universale, e che, ambiziosamente, mira a diventare un luogo di scambio, di contatto, di dialogo tra le comunità religiose. L’idea è quella di un museo che si inserisca all’interno di una storia secolare fatta di racconti e pellegrinaggi, e che, legato profondamente al territorio, possa diventare un motore di sviluppo sociale e culturale innescando meccanismi di integrazione tra tutte le comunità.

Inserendosi in un contesto tanto ricco e complesso, l’intero progetto riflette numerose considerazioni (alcune delle quali ancora in corso) realizzate da un comitato scientifico internazionale su diversi aspetti della museografia contemporanea: dalle scelte narrative, a quelle didattiche, da quelle allestitive a quelle comunicative.

Il museo conta di tre sezioni, di cui solo due sono attualmente aperte al pubblico.

La narrazione del museo ha inizio dalla sezione multimediale, situata nell’area dell’antica Torre Antonia, riconosciuta secondo la tradizione come il pretorio di Pilato, il luogo della Flagellazione, in cui Gesù comincia, portando la croce, il suo viaggio verso il Calvario. Durante la visita si mescolano l’esperienza multimediale con quella concreta di un sito archeologico: è Gerusalemme stessa che si racconta dalle sue origini fino all’epoca di Costantino. La sezione multimediale è un’emozionante introduzione alla storia della città e all’importanza che la tradizione cristiana a donato a questo luogo in cui ogni anno migliaia di pellegrini iniziano il loro cammino sulla via Crucis.

“È una modalità molto speciale perché non è il classico format di museo: c’è una combinazione di luci, suoni e proiezioni che aiuta i visitatori a trovare un modo per conoscere meglio la storia ed è un tipo di story telling molto emozionale”
(CHARLOTTE TAMSCHICK Direttore Creativo - Tamschick Media+Space)

Il percorso prosegue nella sezione archeologica, che espone le collezioni dello Studium Biblicum Francescanum. Si tratta di collezioni di reperti archeologici recuperati durante gli scavi realizzati dagli stessi archeologi francescani in tutta la Terra Santa. La prima ala, oggi aperta al pubblico, è dedicata all’epoca del Nuovo Testamento (dalla conquista romana della Giudea nel 63 a.C.alla seconda rivolta ebraica soppressa da Adriano nel 135 d.C.). Una serie di oggetti di uso comune, immergono il visitatore ai tempi in cui Gesù è vissuto e contribuiscono a comprendere meglio i racconti evangelici.

“Vogliamo fornire un’idea di cosa si poteva trovare nelle case del tempo, e quali cose Gesù vedeva e a cui poteva ispirarsi per le sue parabole: la parabola delle lucerne, della sposa, dei piccoli vasi, delle mine e quelle dei talenti. Vogliamo portare la gente a vedere la concretezza degli esempi che Gesù presentava nei suoi insegnamenti. Un’esperienza, quella che il museo propone, che aiuterà a comprendere meglio la storia del Cristianesimo e i luoghi da cui ha avuto origine. Uno strumento per costruire un ponte di pace.’’
(Fr. Eugenio Alliata, ofm Direttore Terra Sancta Museum)

La sezione archeologica comprenderà anche un'altra ala, in fase di utlimazione, in cui verranno esposti reperti provenienti dagli scavi realizzati dallo Studium Biblicum Franciscanum nei luoghi santi: ogni stanza racconterà una storia millenaria, scritta da pellegrini, fedeli e sovrani, che hanno lasciato il proprio segno di devozione nei luoghi in cui Gesù è vissuto: Betlemme, Nazareth, Cafarnao, Magdala fino a Gerusalemme.

Il percorso terminerà con la sezione storica, attualmente in fase di realizzazione. Un ricco e diversificato patrimonio raccolto dai frati della Custodia negli ultimi otto secoli: doni provenienti da tutto il mondo, dalle più importanti corti europee giunti fino alla Terra Santa. Attraverso questa sezione Gerusalemme si racconterà, e nel farlo si farà testimone della storia dell’arte d’Europa e del mondo, racconterà le storie delle persone che l’hanno visitata, che l’hanno vissuta e che hanno costruito un legame profondo con la Terra Santa. La sezione storica esporrà oggetti liturgici di incredibile bellezza e di eccezionale manifattura, si tratta di capolavori d’arte sacra realizzati dalle maestranze europee. Oggetti di orificeria, paramenti sacri, vasi apotecari, tutti oggetti che raccontano non solo le straordinarie doti di chi li ha realizzati, ma anche l’intensa attività dei frati francescani in Terra Santa.

È grazie al mecenatismo che il museo sta vedendo la luce, grazie alla partecipazione di numerosi enti e istituti partner che collaborano con il museo nelle sue attività di ricerca, di sviluppo (Ecole du Louvre, Università degli Studi di Bari, Università degli Studi di Verona, ecc.) Per il museo il contributo del mondo accademico rappresenta un reciproco arricchimento: da una parte permette la consapevolezza e lo studio del patrimonio e dall’altro permette a giovani di acquisire competenze e conoscenze avendo un contatto diretto con delle opere e dei pezzi unici.

Chiunque può donare e partecipare alla realizzazione di questo ambizioso progetto (maggiori dettagli su: https://www.terrasanctamuseum.org/it/come-donare/).

 

Fabio Beltotto

Fabio Beltotto, 27 anni, dottore in scienze politiche per la cooperazione internazionale e specializzato in studi museologici e progetti culturali per lo sviluppo, oggi lavora come exhibition e communication manager presso il Terra Sancta Museum a Gerusalemme.

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